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I certificati bianchi nuovo motore per l’immobiliare

Posted by paton on 11 giugno 2014
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I certificati bianchi sono titoli (negoziabili) che attestano i risparmi negli usi finali di energia raggiunti con progetti e opere di efficientamento.

Sono infatti noti anche come titoli di efficienza energetica (Tee): ogni certificato corrisponde al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (Tep). Prima esperienza di incentivazione di questo tipo, con un apposito mercato di scambio titoli per promuovere l’efficienza, il sistema (copiato poi da altri Paesi europei) è nato dieci anni fa ed è cresciuto nel tempo: nel 2013 ha visto in particolare oltre 21mila progetti presentati e il rilascio di circa 6 milioni di titoli, per un risparmio di 2,3 MTep. Così risulta dal rapporto annuale curato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici che ha assunto dal 3 febbraio 2013 l’attività di valutazione e certificazione del servizio, prima in capo all’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica e il gas). Il numero di procedimenti avviati nel 2013 è aumentato di circa tre volte rispetto all’anno precedente (l’industria ha contribuito per il 70%). «Nei primi quattro mesi del 2014 sono state presentate circa un migliaio di proposte di progetto, che porteranno a emettere Tee per un valore complessivo di oltre cento milioni di euro», aggiunge Giovanni Campaniello, amministratore unico di Avvenia, energy service company (Esco), che con i suoi interventi «è riuscita a garantire una riduzione delle emissioni di origine industriale di oltre 1,5 milioni di tonnellate di CO2».
Quanto vale dunque un certificato bianco? Si può dire che un Tep corrisponda a circa 5.300 kWh elettrici, 11.700 kWh termici e 1.200 m3 di gas naturale; ogni Tep risparmiato dall’utente vale intorno agli 800 euro su elettricità e gas consumati nel settore civile e 650 euro per le imprese di taglia media, secondo le stime della Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia).
Con l’intervento incentivato, alla sforbiciata dei costi energetici va a sommarsi però una remunerazione economica, un controvalore determinato dall’apposito mercato di scambio titoli. «Il sistema dei certificati bianchi prevede che i distributori di energia elettrica e gas raggiungano annualmente determinati obiettivi di risparmio: possono farlo realizzando progetti di efficienza energetica, ma avviene raramente, oppure – spiega Campaniello – acquistando Tee da altri soggetti, Esco o trader». A poter richiedere i certificati bianchi sono, oltre ai distributori, le società di servizi energetici (Sse), le aziende che hanno nominato un energy manager o quelle dotate di un sistema di gestione dell’energia certificato Iso 50001 (Ssge).
Ogni titolo ottenuto può essere venduto al soggetto obbligato (distributore) o a un trader sulla piattaforma spot o su quella dei contratti bilaterali del Gme (Gestore dei mercati energetici). Il valore dipende allora dal mercato, ma il prezzo medio annuo dei Tee negli ultimi tre anni è stato comunque superiore ai 100 euro.
Si legge nel rapporto del Gse che nel 2013 «gli operatori maggiormente interessati a tale sistema di incentivazione, in termini di numerosità di progetti, sono le società di servizi energetici», che hanno presentato oltre 20mila progetti. Tra queste le Esco, che possono supportare il cliente nella realizzazione dell’intervento, anche con il finanziamento e con contratti a prestazioni garantite. Avvenia ha ad esempio portato risparmi di energia primaria di oltre il 40% e una diminuzione dei consumi di gas naturale di oltre il 78% in tutti i settori industriali (Coca Cola, Ferrarelle, Peroni, Fiat, Trenitalia sono alcuni dei suoi clienti).
Nel settore civile, alcune operazioni incentivabili che una Pubblica amministrazione, o un’azienda del terziario (come i gestori di patrimoni immobiliari), potrebbe presentare riguardano: coibentazione delle pareti esterne degli edifici, sostituzione dei vetri singoli con doppi vetri, interventi di efficientamento sulla trazione degli ascensori e dell’illuminazione per interni, interventi sulla centrale termica (caldaie a condensazione, pompe di calore, caldaie a biomasse). Tenendo presente che i certificati bianchi non sono cumulabili con l’ecobonus fiscale al 65% o il conto termico. «I titoli vengono riconosciuti per cinque anni (otto per interventi sull’involucro edilizio). Oltre al risparmio, gli utenti riescono a ottenere anche un ritorno economico e accorciano ulteriormente i tempi di ritorno dell’investimento. Il contributo dei certificati bianchi è tra il 70 e l’80% del taglio ottenuto sulla bolletta: se – ipotizza Campaniello – con l’efficientamento si raggiungono risparmi per 10mila euro annui, vengono riconosciuti 8mila euro per cinque anni; così l’investimento, che ad esempio è stato di 30mila euro, non ritorna in tre anni, ma in meno di due».

Fonte Casa 24 Plus del 6 giugno 2014

Immagine Casa 24 Plus

 

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